Investire in azioni

Gli investitori possono scegliere tra un'ampia gamma di opportunità d'investimento; la scelta di investire in azioni è molto popolare. Nell'ambito della nostra serie di articoli sull'investimento per principianti ci concentriamo ora sulle partecipazioni azionarie. In questo articolo tratteremo i seguenti argomenti:

  1. cos'è la partecipazione azionaria?
  2. cosa sono le azioni?
  3. perché esistono le partecipazioni azionarie?
  4. quali sono i vantaggi e i rischi di investire in azioni?
  5. su cosa si basa il ritorno sulle partecipazioni azionarie?
  6. in quali casi la valutazione di un'azione è interessante?
  7. come si può creare il proprio portafoglio azionario?
  8. come investire in azioni
  9. costruire il portafoglio azionario con VanEck

Allora, iniziamo.

Cos'è la partecipazione azionaria?

Investire in azioni significa acquistare una partecipazione azionaria, diventando proprietari di una quota della società. Ad esempio, una società potrebbe decidere di vendere 1 milione di azioni e l'investitore ne acquista 1000 possedendo, in tal modo 1/1000 della società. L'investitore avrà diritto a votare nell'assemblea annuale degli azionisti della società e anche a percepire 1/1000 dell'utile distribuito della società, chiamato dividendo.

Definizione delle quattro componenti chiave della proprietà azionaria: Partecipanti o azionisti, ritorno elevato, aumento degli utili, beneficio per gli azionisti, investimenti e partecipazione agli utili tramite distribuzioni.
Fonte: VanEck.

  1. Partecipante: un azionista risente direttamente del successo o dell'insuccesso economico di una società in quanto ne condivide la proprietà.
  2. Ritorno elevato: quando le società hanno successo e registrano risultati positivi, realizzano un utile. Gli azionisti traggono vantaggio se il prezzo delle azioni sale.
  3. Investimenti: gli utili non distribuiti possono essere utilizzati, tra l'altro, per investire nel futuro della società, contribuendo, in tal modo, alla sua crescita futura.
  4. Partecipazione agli utili: una società può anche distribuire parte degli utili agli azionisti sotto forma di dividendi. L'importo dei dividendi è stabilito dall'assemblea annuale degli azionisti, su proposta del Consiglio d'amministrazione e del Consiglio di Sorveglianza.

Cosa sono le azioni?

Spesso i termini partecipazione azionaria e azioni generano confusione. In una certa misura, queste espressioni sono intercambiabili. In genere, quando parlano di "partecipazione azionaria" gli investitori si riferiscono al possesso di quote di capitale di diverse società. Quando parlano di "azioni", solitamente si riferiscono ad azioni o quote di capitale di una società specifica.

Perché esistono le partecipazioni azionarie?

In genere, le società di nuova costituzione o in crescita hanno bisogno di capitale. I prestatori, come le banche, sono in genere disposti a prestare questo capitale in misura limitata e tendono ad applicare su questi prestiti un tasso di interesse elevato; le partecipazioni al capitale azionario offrono alle società una fonte alternativa di finanziamento rispetto ai prestiti.

Diagramma di flusso che illustra come un'azienda può accedere al capitale per continuare a crescere realizzando le proprie idee.
Fonte: VanEck.

Per una società, la vendita di azioni genera rapidamente liquidità che può essere utilizzata per consolidare l'azienda. Una società che realizza utili dovrà pagare dividendi agli azionisti, ma non è tenuta a farlo se subisce una perdita. Una società che contrae un prestito dovrà rimborsare il capitale più l'interesse a prescindere dalla realizzazione o meno di un utile. Naturalmente, le partecipazioni azionarie e i mercati azionari non comportano vantaggi solo per le società. Investire in azioni aiuta i singoli investitori a costruire la propria ricchezza.

Quali sono i vantaggi e i rischi di investire in azioni?

L'azionista possiede una piccola quota della società, e in più beneficia appieno degli utili, tuttavia, condivide anche i rischi. Se la società fallisse, sarebbero i suoi creditori ad avere prioritariamente diritto a recuperare il proprio denaro, non i suoi azionisti che, di conseguenza, potrebbero perdere il capitale investito.

Mettiamo a confronto la partecipazione azionaria con un deposito su un conto di risparmio. Con un conto di risparmio, la banca paga un ammontare prestabilito di interessi per il denaro detenuto in quel conto. Si tratta, in questo caso, di un investimento a rendimento fisso perché il tasso d'interesse rimane invariato nel tempo. È considerato un tipo di investimento a basso rischio perché prescinde da fattori quali, ad esempio, le crisi economiche che potrebbero incidere sugli utili aziendali e alterare il valore delle azioni.

Tuttavia, questi investimenti tendono a offrire un modesto ritorno sull'investimento. Di contro, pur rappresentando un'asset class più rischiosa, investire in azioni offre (nel tempo) un ritorno sull'investimento relativamente più elevato. Naturalmente, non vi è certezza al riguardo e le informazioni storiche indicano che perfino i portafogli azionari ampiamente diversificati possono mostrare ritorni negativi su un arco di diversi anni.

Le opportunità associate alle partecipazioni azionarie sono dividendi e guadagni sul prezzo; i rischi, invece, sono perdite ingenti e un rendimento fisso.
Fonte: VanEck. Il dato è indicato esclusivamente allo scopo di fornire una panoramica dei principali rischi associati alle azioni e vuole sostituirsi a un elenco completo di rischi. Per ulteriori informazioni, si prega di rivolgersi al proprio consulente.

Su cosa si basa il ritorno sulle partecipazioni azionarie?

L'utile, o il ritorno, sul capitale azionario è formato da due componenti: dividendi e plusvalenze. Il dividendo è la parte di profitto che la società condivide con gli azionisti, ma non tutte le società distribuiscono un dividendo. VanEck offre un ETF che investe specificatamente in società che pagano un dividendo relativamente alto, il VanEck Vectors Morningstar Developed Markets Dividend Leaders UCITS ETF.

Alcune società preferiscono reinvestire gli utili realizzati nella crescita futura della società. In questi casi, si realizza una plusvalenza se le azioni detenute sono vendute a un prezzo più elevato di quello pagato. Tali plusvalenze possono verificarsi se la società ha aumentato la propria redditività, se è migliorata l'opinione del mercato o, semplicemente, se la domanda rivolta a quelle azioni supera l'offerta.

Ovviamente, il meccanismo funziona anche in senso inverso, quando le società subiscono perdite. Quando gli utili di una società diminuiscono o l'opinione del mercato peggiora, il prezzo cala creando una minusvalenza.

In quali casi la valutazione di un'azione è interessante?

Indipendentemente da cosa si acquista, i consumatori sono sempre alla ricerca del miglior prodotto al prezzo più basso possibile. È difficile stabilire se un'azione abbia una valutazione interessante o meno. Spesso si analizza la relazione tra il prezzo per azione e l'utile per azione, noto come il rapporto prezzo/utili.

Secondo alcuni commentatori finanziari se questo rapporto è inferiore a 15 l'azione è conveniente, se invece lo supera l'azione è costosa. Tuttavia, non sempre questo è un indice della performance futura delle azioni.

Ad esempio, nei primi anni di attività Google e Amazon apparivano società costose in termini di prezzo delle azioni poiché inizialmente avevano subito perdite; negli ultimi tempi, invece, hanno dimostrato di essere investimenti molto redditizi. Inoltre, negli ultimi anni, i rapporti prezzo/utili nel settore finanziario europeo si sono attestati ben al di sotto del valore di 15, ma ciò non ha necessariamente generato ritorni maggiori.

Tale aspetto evidenzia l'importanza della diversificazione su vari settori. In altri termini, per parafrasare un vecchio proverbio, non è saggio mettere tutte le uova nello stesso paniere.

Come si può creare il proprio portafoglio azionario?

Un portafoglio azionario non è altro che una raccolta di investimenti o di azioni in diverse società. Con il termine investire in azioni, ci riferiamo sostanzialmente all'acquisto di azioni. Esistono altri tipi di investimenti: obbligazioni, immobili, materie prime come l'oro, e valute quali l'euro o persino i bitcoin. Discuteremo, però, di queste opzioni in altri articoli.

In genere, l'approccio raccomandato è quello di diversificare il proprio portafoglio azionario. Mediante la diversificazione, si riduce il rischio senza necessariamente sacrificare i ritorni. Se si è investito in molte società e una di queste fallisce, avendo diversificato il portafoglio il danno arrecato da un singolo componente è minore rispetto a quello che si avrebbe se la società fallita rappresentasse l'unico investimento.

Si può diversificare in modi diversi:

  • investire in azioni diverse (per es. investire in un'ampia gamma di società);
  • investire in azioni di società che operano in settori diversi (per es. energia, immobiliare, sanità, utility, ecc.);
  • investire in azioni di società che operano in paesi diversi.

Come investire in azioni

Chi non ha mai investito prima, probabilmente si chiede come si investe in azioni. In genere, si possono acquistare direttamente partecipazioni azionarie o azioni di una singola società oppure optare per fondi comuni d'investimento o fondi scambiati in borsa (ETF). In genere, la cosa più facile da fare inizialmente è registrarsi presso una società di intermediazione online. Si possono utilizzare i servizi di un consulente finanziario all'interno di tale società d'intermediazione o effettuare acquisti o vendite basandosi sulla propria ricerca, o ancora utilizzare una combinazione dei due approcci.

Sebbene sia possibile acquistare una partecipazione azionaria di una singola società, si raccomanda di prendere in considerazione anche i fondi comuni d'investimento e gli ETF che sono investimenti più diversificati. Queste due tipologie di fondi contengono diverse posizioni, o esposizioni a diverse società, che riducono il rischio complessivo dell'investimento. Se una delle società del fondo non ha un buon andamento, le altre potrebbero migliorare o rimanere stabili minimizzando così le perdite e massimizzando potenzialmente i profitti.

I fondi comuni d'investimento e gli ETF hanno molte cose in comune. Quel che li differenzia, sostanzialmente, è come i fondi sono gestiti e come sono acquistati e venduti. In genere, un fondo comune d'investimento è gestito attivamente da un gestore il quale acquisterà o venderà gli asset del fondo nella speranza di massimizzare gli utili per gli investitori. Poiché questi fondi sono a gestione attiva, gli investitori tendono a pagare commissioni molto più alte di quelle applicate a un ETF.

Di solito gli ETF sono a gestione passiva, il che significa che l'investitore non sostiene i costi associati all'impiego di un gestore. Gli ETF sono concepiti per replicare indici di mercato specifici come l'MSCI World, l'S&P 500, il Dow Jones, il Nasdaq Composite, l'Euro STOXX 50, l'S&P Asia 50 e altri. Gli ETF possono, inoltre, essere acquistati e venduti durante il giorno di negoziazione, come si fa con i titoli azionari. Con i fondi comuni d'investimento bisogna aspettare la chiusura dei mercati prima di procedere ad acquisti o vendite.

Costruire il portafoglio azionario con VanEck

VanEck offre ETF azionari che contribuiscono alla costruzione di un portafoglio diversificato. Tutti i nostri ETF investono in un'ampia gamma di azioni. Inoltre, disponiamo di una serie di ETF specifici per aree geografiche che investono in modo diversificato su più settori e regioni:

Se si prevede che un settore specifico offrirà migliori opportunità di ritorno rispetto al mercato nel complesso, è possibile aumentare la propria esposizione a tale settore. VanEck offre ETF che investono nei seguenti settori:

Per ulteriori informazioni rivolgersi a VanEck: